mutilazioni dei genitali femminili

Pubblicato il 06/02/2013
da Laura R.
Si celebra oggi, 6 febbraio, la Giornata Leggi tutto...
Pubblicato il 25/01/2013
da Laura R.

Il 22 gennaio, la Croazia ha firmato la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica portando così a 26 i paesi firmatari – Italia compresa - di questo importante strumento chevincola giuridicamente gli stati in materia di violenza sulle donne e violenza domestica.

 

Pubblicato il 28/11/2012
da Laura R.

Ieri, 26 novembre, uno dei comitati dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione contro le mutilazioni dei genitali femminili (Mgf). Per Amnesty International e per tutte le organizzazioni della società civile che lottano per porre fine a questa pratica si tratta di un segnale importante!

È infatti la prima volta che il III Comitato dell'Assemblea, che si occupa di tematiche sociali, umanitarie e relative ai diritti umani, adotta una risoluzione sulle Mgf: il taglio dei genitali di una ragazza, spesso senza anestesia, in condizioni che possono causare infezioni potenzialmente fatali.
Pubblicato il 19/09/2012
da Virginia

20/09/2012 - Aggiornamento

Pubblicato il 06/02/2012
da Virginia

Ogni giorno, 8000 donne subiscono mutilazioni dei genitali femminili. Questo insieme di pratiche rituali tradizionali, connesse a riti d’iniziazione femminile e d’integrazione sociale, è particolarmente radicato; spesso le donne che le subiscono non sono in grado di opporvisi e anzi le appoggiano, per paura dello stigma sociale e dell'emarginazione che colpisce chi non vi si adegua.

Le mutilazioni dei genitali femminili rappresentano una grave violazione dei diritti umani delle donne e delle bambine. Violano il diritto all'integrità fisica e psicologica, al più alto standard di salute possibile, a essere libere da ogni forma di discriminazione - inclusa la violenza - e di trattamento crudele, disumano o degradante; violano i diritti dell'infanzia e, in casi estremi, il diritto alla vita. Inoltre le mutilazioni dei genitali femminili aumentano l’incidenza della mortalità materna.

Pubblicato il 04/02/2011
da Virginia

 

" Sono stata circoncisa a sei anni... Quel giorno, mia nonna mi aveva detto di svegliarmi presto e di prepararmi per una cerimonia. Da lì, è iniziata la mia infelicità. Mia madre è morta quando avevo nove anni e sono stata abbandonata a me stessa in casa con le altre mogli di mio padre. Sono stata rifiutata e maltrattata, ero la serva di tutti. Quando la mia matrigna decise di darmi in sposa, mio padre non resistette. Diceva che l’uomo era un ricco mercante e il matrimonio ci avrebbe garantito la sussistenza. Mi disse che se non mi fossi sposata, sarebbe stata la rovina per tutta la famiglia .

Così a 14 anni fui data in sposa a quell’uomo anziano che non amavo e che aveva già due mogli. Gli ho dato una figlia. Dal giorno in cui nacque, iniziai a temere che mia suocera l’avrebbe presa. Decisi che avrei risparmiato a mia figlia la tortura che avevo vissuto io. E un giorno, l'ho presa e ho lasciato il villaggio per la capitale. Una zia ci ha aiutate a fuggire dalla Guinea …”

Pubblicato il 25/11/2010
da Laura R.

Nel 1999, l’Assemblea generale dell’Onu scelse la data del 25 novembre come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne , in omaggio alle sorelle Mirabal , tre donne dominicane brutalmente uccise nel 1960 per essersi opposte alla dittatura di Trujillo.

Da allora, questa data è l’occasione per ricordare e rinnovare la lotta delle donne e con le donne per i loro diritti, primo tra tutti quello di vivere una vita libera dalla violenza , in ogni sua forma.

Quest’anno, Amnesty dedica la Giornata internazionale alle ragazze e alle bambine , tre milioni ogni anno, che rischiano di subire mutilazioni dei genitali femminili . Quest’insieme di pratiche tradizionali e riti d’iniziazione femminile e integrazione sociale, che consistono nell’esportazione totale o parziale dei genitali femminili, è stato praticato ad oggi nei confronti di un numero molto alto di donne e ragazze, tra i 100 e i 140 milioni , secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità. Non solo ragazze e bambine africane, asiatiche o mediorientali, molte, circa 500.000 secondo il parlamento europeo, vivono in Europa .