Obiettivi di sviluppo del millennio

Pubblicato il 14/07/2011
da Virginia

Giovedì 7 luglio, è stato presentato il rapporto 2011 sugli Obiettivi di sviluppo del millennio. La valutazione annuale ha individuato diversi progressi a livello regionale, ma anche una serie di criticità che rendono difficile e incerto il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio entro il 2015.
Partiamo dai passi avanti.

Pubblicato il 18/02/2011
da Samanta

 

Amnesty International e Save the Children hanno prodotto questo videoclip coinvolgendo artisti molto noti in Burkina Faso per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema della mortalità materna .

In Burkina Faso, 2000 donne muoiono ogni anno per complicanze legate alla  gravidanza o al parto e molte di queste morti potrebbero essere evitate.

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Pubblicato il 01/12/2010
da Samanta

La videochat è appena terminata. Grazie a tutte e tutti per aver partecipato e soprattutto grazie al nostro ospite Christian Ouedraogo!
La prossima videochat si terrà il 9 dicembre con un rappresentante di AIDOS e un esperto di Amnesty per parlare di mutilazioni dei genitali femminili e di mortalità materna.

Pubblicato il 29/11/2010
da Samanta

La campagna SMS contro la mortalità materna va avanti e abbiamo quasi raggiunto la cifra tonda di 100.000 euro . Siamo felici che così tante persone sostengano le nostre attività e speriamo che ce ne saranno sempre di più!

Come molti sanno, Amnesty International è un’organizzazione non governativa indipendente che non accetta fondi dai governi , ma che vive solo grazie al supporto economico dei propri sostenitori .

Pubblicato il 29/10/2010
da beatrice gnassi

 

Irene e Fajal sono nati nello stesso periodo, a Dhaka (Bangladesh), 50 anni fa. Da piccoli giocavano insieme, anche se Fajal era figlio della domestica. Era un bambino brillante ma lasciò presto gli studi deriso per le sue umili origini. Irene, invece, ha frequentato la scuola e poi l’università di Manchester e Harvard.
Fajal lavorava in fabbrica . A 18 anni era sposato e poi padre. Licenziato a causa delle sue proteste con altri lavoratori, si diede a piccoli reati. Subì un violento pestaggio della polizia ma non poteva permettersi cure adeguate. Oggi è disabile e vive in uno slum della città .
Pubblicato il 06/10/2010
da Laura R.

Lunedì 4 ottobre siamo stati invitati a prendere parte al Convegno “Partorire in terra straniera - La complessità dell’accoglienza”, organizzato dall’Ospedale Sandro Pertini e dalla Asl Roma B. Il Convegno era aperto a ostetriche, ginecologi e operatori sanitari che assistono e curano donne immigrate in Italia.

Secondo i dati forniti, tra le donne straniere che partoriscono in Italia vi è un tasso di mortalità più elevato , una più alta probabilità di sviluppare complicazioni durante la gravidanza e maggiori difficoltà di accesso alle cure mediche rispetto alle donne italiane.
Pubblicato il 04/10/2010
da Virginia

Ricorre oggi, 4 ottobre, il World Habitat Day, la Giornata mondiale delle Nazioni Unite istituita 15 anni fa e dedicata al tema dell’alloggio. Questa importante giornata ha oggi un significato particolare, perché si inserisce in un quadro globale di costante diniego del diritto a un alloggio adeguato .

Un diritto negato al miliardo di persone che nel mondo vive negli slum , alle comunità rom sgomberate forzatamente da una parte all’altra dell’Europa, alle 2500 persone che sono state sgomberate dalla zona periferica di Gurgaon , vicino Delhi, per fare spazio ai Giochi del Commonwealth, iniziati ieri, alle 200.000 persone di Port Harcourt, in Nigeria, che stanno correndo lo stesso rischio.

Pubblicato il 24/09/2010
da Virginia

Il 1° anniversario dell’apertura alla firma del Protocollo opzionale sui diritti economici, sociali e cu lturali si festeggia nel migliore di modi possibili: con la ratifica da parte della Spagna!

Questa ratifica ha un valore enorme. Innanzitutto porta a tre il numero delle ratifiche ( dopo Mongolia ed Ecuador ) , rendendo più vicino l’obiettivo delle 10 necessarie per la sua entrata in vigore. La Spagna, inoltre, è il primo paese europeo a ratificare lo strumento . Infine, ma non da ultimo, la ratifica segue di solo un giorno la chiusura del Summit di New York  sugli Obiettivi di sviluppo del millennio (Osm), nel corso del quale i leader mondiali hanno fatto importante promesse e chiesto al mondo di credere in loro, ma non hanno stabilito meccanismi chiari e vincolanti per chiamare i governi a rispondere del loro operato per quanto riguarda i diritti umani.

Pubblicato il 22/09/2010
da Virginia

Mancano solo cinque anni al 2015 e i capi di stato e di governo , riuniti nel Summit per fare un bilancio sugli Obiettivi di sviluppo del millennio (Osm), hanno perso un’altra occasione per mettere i diritti umani al centro della lotta alla povertà, concordando un piano d’azione che non protegge i diritti dei più poveri.

Nonostante la retorica sulla "responsabilità",infatti, il Summit non ha identificato un modo pratico per chiamare i governi a rispondere sul raggiungimento o meno degli Osm o sulla coerenza della loro azione rispetto agli obblighi che hanno in materia di diritti umani. I leader mondiali non hanno adeguatamente preso in considerazione le cause profonde dei mancati progressi nel conseguimento degli Osm , ignorando ad esempio il problema degli aborti insicuri, una delle cause principali della mortalità materna.

Pubblicato il 21/09/2010
da Virginia

Da ieri a New York il tempo ha un altro ritmo, quello scandito dal numero di donne morte per complicazioni legate alla gravidanza e al parto: una ogni 90 secondi , in base alle statistiche diffuse dall’Onu la scorsa settimana,  oltre 1000 nelle ultime 26 ore, da quando l’ orologio posizionato da Amnesty International a Times Square  ha iniziato a fare il conto di questa evitabile tragedia.

È tutt’altro il ritmo dei progressi verso il raggiungimento dell’Osm 5 , che prevede la riduzione di tre quarti della mortalità materna entro il 2015. Come sottolineato da Juliette Compaoré (nella foto), fondatrice di Asmade , un’organizzazione che si occupa di sensibilizzare i giovani sulle tematiche sessuali in Burkina Faso, “all’attuale tasso, l’obiettivo di garantire l’assistenza medica di qualità durante il parto potrà essere raggiunto solo nel 2045”. In questo paese, in media 2000 donne muoiono per complicazioni legate al parto e alla gravidanza, nonostante il governo abbia sviluppato ambiziose strategie, che hanno portato a una riduzione del tasso di mortalità materna in alcune aree.