Acqua

Pubblicato il 06/11/2012
da d.delgiudice

Il 27 settembre scorso, nel corso della sua 21 sessione, il Consiglio sui diritti umani delle Nazioni Unite ha adottato per consenso la risoluzione su "Il diritto all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari". Per la prima volta, tutti gli stati membri hanno accettato di riaffermare che il diritto all'acqua e ai servizi igienici derivano dal diritto a un adeguato standard di vita.

Questa risoluzione, che discende da due rapporti presentati all’Assemblea (Risorse finanziarie per la realizzazione dei diritti all’acqua e ai servizi igienico-sanitari" dell’agosto 2011 e Stigma e la realizzazione dei diritti umani all'acqua e ai servizi igienico-sanitari" del luglio 2012), è un importante passo avanti.

Tuttavia restano delle zone d’ombra.

Pubblicato il 19/06/2012
da Virginia

Da domani, mercoledì 20 giugno, per tre giorni a Rio de Janeiro i capi dei governi si riuniranno nella Conferenza sullo sviluppo sostenibile (Uncsd), denominata anche Rio+20 , perché cade a 20 anni di distanza dal Vertice della terra (Unced) che si tenne sempre a Rio nel 1992.

Dai lavori preparatori della conferenza è uscita una bozza di documento che contiene, tra l’altro, un riferimento ai diritti all’acqua e ai servizi igienico-sanitari . Per quanto meritorio possa essere questo riferimento, la sua attuale formulazione genera delle perplessità .

Al paragrafo 121, la bozza di documento presentata dal Brasile il 16 giugno dichiara: “Riconosciamo i nostri impegni riguardo il diritto umano all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari come inscindibilmente collegato al diritto al più alto standard possibile di salute fisica e mentale, così come al diritto alla vita e alla dignità…”.
Secondo Amnesty International questa formulazione ha il limite di non specificare, come fatto in altre sedi, che i diritti all’acqua e ai servizi igienico-sanitari non sono meramente legati ad altri diritti umani, ma che invece derivano dal diritto a un adeguato standard di vita, sancito dall’articolo 11 (par.1) del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali.

Pubblicato il 30/03/2012
da d.delgiudice

Il 17 marzo si è concluso a Marsiglia il Sesto Forum Mondiale dell’Acqua.

Insieme a Wash United, avevamo avanzato esplicite richieste ai ministri presenti al Forum per la modifica della bozza di Dichiarazione ministeriale del 7 febbraio , con particolare riguardo agli articoli 3 e 30, perché si distinguesse tra diritti umani genericamente intesi e lo specifico diritto all’acqua e ai servizi igienici .

Pubblicato il 07/03/2012
da d.delgiudice

Dal 12 al 17 marzo si terrà, a Marsiglia, la sesta edizione del Forum mondiale dell’acqua . Saranno presenti più di 140 delegazioni ministeriali e saranno oltre 180 i paesi rappresentati.

In vista del Forum è preparata una bozza di dichiarazione ministeriale , che sarà resa pubblica nella sua versione definitiva durante la conferenza ministeriale che si terrà nell’ambito del Forum stesso il 13 marzo.

Questa bozza, secondo Amnesty International e Wash-United - la partnership internazionale che lavora per promuovere l'accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici -  presenta delle criticità.
 

Pubblicato il 07/11/2011
da Samanta

La Shell ha finalmente ammesso le sue responsabilità nella devastazione del territorio del Delta del Niger , ma le operazioni di bonifica tardano a cominciare e rischiano addirittura di arenarsi.
La corporation imputa a una mancanza di sicurezza nel paese il ritardo nell’avvio della bonifica. Nel frattempo la popolazione del Delta del Niger continua a vivere in un territorio insalubre , dove la pesca e l’agricoltura non sono più praticabili e dove vivere è diventato impossibile.
Al Jazeera si è occupata della vicenda e ha intervistato Audrey Gaughran di Amnesty International.

Pubblicato il 28/10/2011
da Alberto_

Nella grande città di Iure la vita degli abitanti scorre veloce, come le acque scure del fiume che l’attraversa. Nessuno guarda nessuno e molti rimangono indifferenti di fronte alle ingiustizie che qualcuno, in città, deve sopportare…

…per fortuna un gruppo di ragazze e ragazzi sono stanchi di subire ingiustizie e hanno deciso di cambiare le cose. Sono Azaan, Amita, Marius, Flora, Paula e Pietro, giovani abitanti di una città senza diritti che ha, però, tutte le carte in tavola per essere diversa. Basta giocare quelle giuste e seguire alcune regole.

Insieme vinceranno!

“Iure. La città dei diritti” è un gioco di società che ci aiuta a riflettere sulle situazioni di insicurezza, esclusione e impotenza in cui si trovano quotidianamente le persone che vivono in povertà e su come queste situazioni rappresentino concrete violazioni dei diritti umani.

Pubblicato il 22/03/2011
da melalessa

Bambina che raccoglie l'acqua, Kenya Il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che riconosce il diritto all'acqua e ai servizi igienico-sanitari . Ogni stato ha il dovere , pertanto, di assicurare che questi diritti siano realizzati anche negli insediamenti abitativi precari , per tutte le persone e senza discriminazioni.

Chi vive in un insediamento informale in Slovenia o in uno slum di Nairobi non ha accesso ai servizi pubblici essenziali, in particolare all’acqua e a servizi igienici sufficienti e adeguati . Queste negazioni e privazioni hanno pesanti ricadute sulla vita quotidiana delle persone, sulla loro salute, sull’attività lavorativa, sul proseguimento degli studi per le bambine e anche sulla loro sicurezza.

Pubblicato il 15/09/2010
da Virginia

“La mancanza di acqua e di servizi igienici rende le persone povere, mentre un accesso inadeguato all’acqua e ai servizi igienici priva milioni di persone, soprattutto donne e ragazze, di opportunità, dignità, sicurezza e benessere”.

Pubblicato il 30/07/2010
da Virginia

Il 28 luglio 2010, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato, con 122 voti a favore 41 contrari e nessuna astensione, una risoluzione presentata dalla Bolivia che riconosce il diritto all’acqua e il diritto ai servizi igienico-sanitari.

La risoluzione ha preso spunto dalla considerazione che 884 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all'acqua potabile e che 2 miliardi e 600 milioni non accedono ai servizi igienico-sanitari.

Fatto questo primo passo, gli stati devono adesso sostenere i diritti all’acqua e a servizi igienico-sanitari, perché quando questi vengono negati, o soddisfatti solo in parte, ne risente tutta un’altra serie di diritti umani.

Pubblicato il 14/04/2010
da Virginia

Per una strana coincidenza il destino dei sopravvissuti al disastro di Bhopal sembra essere sempre legato a marce, corse e in generale a eventi in cui le persone scendono in strada per chiedere qualcosa.

Così, a più riprese, i sopravvissuti e gli abitanti di Bhopal hanno percorso circa 800 km fino a Delhi per pretendere la bonifica del loro territorio, difendere e vedersi riconosciuto il diritto alla salute, a vivere in un ambiente salubre, a essere risarciti per i danni provocati dalla fuoriuscita di sostanze tossiche dall’impianto dell’Union Carbide, per chiedere giustizia per le 25.000 vittime di questo immenso disastro.

Domenica 18 aprile , in circa 190 città del mondo , si terrà la " Dow Live Earth Run for Water " una corsa di 6 km per “dare vita a un enorme movimento globale allo scopo di risolvere la crisi dell’acqua”.





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