No alle mutilazioni dei genitali femminili!

Si celebra oggi, 6 febbraio, la Giornata internazionale per la tolleranza zero nei confronti delle mutilazioni dei genitali femminili (Mgf) , una pratica brutale che ancora oggi colpisce circa cinque bambine o ragazze al minuto, in ogni parte del mondo, anche in Europa.  Nel nostro continente infatti sono circa 500.000 le ragazze che   convivono con le conseguenze fisiche e psicologiche delle Mgf ;   180.00 bambine ogni anno rischiano di subirle. 
 
 
La risoluzione adottata dalle Nazioni Unite il 26 novembre 2012 richiede a tutti i governi un maggiore impegno per sconfiggere questa pratica.  Nonostante diversi paesi dell'Unione europea abbiano leggi contro la pratica delle Mgf, non sono ancora in grado di tutelare al massimo le bambine e le ragazze perché non ci sono misure coordinate tra servizi sanitari, servizi sociali e quelli in materia di asilo e polizia. 
 
In occasione di questa Giornata, la campagna europea di Amnesty International “END FGM” diffonde un video dal titolo “È tempo di porre fine alle mutilazioni dei genitali femminili” al quale hanno preso parte importanti artisti e designer internazionali,  impegnati concretamente, con le loro creazioni, in questa   campagna. 
  

Adriana Bertini dal Brasile, Ilaria Venturini Fendi dall’Italia, Nayia Evangelou da Cipro e Walter Van Beirendonck dal Belgio hanno rappresentato le richieste delle 42.000 persone che hanno firmato i petali di rosa in quattro creazioni che saranno esposte il 27 febbraio in una serata di gala a Bruxelles . Il galà riunirà artisti e designer, rappresentanti di governo e organizzazioni della società civile. 
 
Per porre fine alle Mgf occorre l’impegno concreto da parte di tutti i governi. Un primo e importante passo è quello di firmare e/o ratificare l a Convenzione del Consiglio d’Europa per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica che indica chiaramente agli stati come prevenire le Mgf e come proteggere e supportare le bambine e le ragazze che le hanno subite. L’Italia ha firmato la Convenzione ma non l’ha ancora ratificata. 
 
Nell’ambito della nostra campagna “Ricordati che devi rispondere. L’Italia e i diritti umani” , chiediamo a chi vuole governare il nostro paese un impegno chiaro e concreto sui diritti umani, compresa la pronta ratifica di questo importante strumento internazionale.
 
 
 
0
Il tuo voto: Nessuno