Mortalità materna

Pubblicato il 13/11/2012
da Laura R.

Giovedì 15 novembre alle 18, presso la libreria Feltrinelli di Viale Libia a Roma, Ugo Gangheri presenta il suo nuovo cd dal titolo“L’ammore e l’arraggia”.

Con lui sul palco i Nomadìa, Antonio Principe de Carmine - chitarre, Enzo Sgambato - clarino, LunaRita Varra - basso e voce, Marilù Poledro - tamburi e voce, Jacopo Gangheri – voce. Si esibiranno durante la serata: Nicola Vicidomini, Rosalia Porcaro, Nino Buonocore, Edoardo de Angelis, Stefano Disegni, Giobbe Covatta.

Durante la presentazione sarà approfondito il tema della salute materna.

Pubblicato il 15/10/2012
da Laura R.

Il prossimo 17 novembre si terranno le elezioni presidenziali in Sierra Leone. Quello sarà un giorno importante per tutte le donne e i bambini che vivono in povertà nel paese perché il nuovo presidente eletto avrà un compito importante: assicurare che l’iniziativa “Cure mediche gratuite” prosegua e che sia ulteriormente rafforzata!

Anche grazie a un’intensa campagna condotta da Amnesty insieme alle associazioni locali, il 17 aprile 2010, il governo della Sierra Leone annunciò cure mediche gratuite per le donne incinte, le puerpere e i bambini al di sotto dei cinque anni.

Pubblicato il 04/06/2012
da e.frigerio

Vista la grande partecipazione al nostro concorso fotografico del 2010 sul tema “Diritti delle donne“ il gruppo di Amnesty International, di cui faccio parte, 235, ha deciso di indire un altro concorso.

Ecco alcune immagini .
  

Pubblicato il 28/10/2011
da Alberto_

Nella grande città di Iure la vita degli abitanti scorre veloce, come le acque scure del fiume che l’attraversa. Nessuno guarda nessuno e molti rimangono indifferenti di fronte alle ingiustizie che qualcuno, in città, deve sopportare…

…per fortuna un gruppo di ragazze e ragazzi sono stanchi di subire ingiustizie e hanno deciso di cambiare le cose. Sono Azaan, Amita, Marius, Flora, Paula e Pietro, giovani abitanti di una città senza diritti che ha, però, tutte le carte in tavola per essere diversa. Basta giocare quelle giuste e seguire alcune regole.

Insieme vinceranno!

“Iure. La città dei diritti” è un gioco di società che ci aiuta a riflettere sulle situazioni di insicurezza, esclusione e impotenza in cui si trovano quotidianamente le persone che vivono in povertà e su come queste situazioni rappresentino concrete violazioni dei diritti umani.

Pubblicato il 29/08/2011
da Virginia

“Gli stati garantiranno alle donne servizi appropriati e, se necessario, gratuiti relativi a gravidanza, parto e post-parto”. Questo obbligo , sancito dalla Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne (Cedaw), non è stato rispettato dal Brasile , secondo quanto ha disposto, il 17 agosto, il Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione contro le donne nel caso Silva Pimentel v. Brazil.

Il caso era stato sottoposto al Comitato dalla madre di Alyne da Silva Pimentel, una ragazza di 28 anni, afroamericana e residente in uno dei distretti più poveri di Rio De Janeiro, morta al sesto mese di gravidanza per complicazioni rispetto alle quali il centro per la salute locale aveva fatto una diagnosi errata fornendole cure d'urgenza solo con molto ritardo.

Pubblicato il 22/07/2011
da Laura R.

In Perù, come abbiamo più volte detto , gli ostacoli nell’accesso alle cure per la salute materna causano ogni anno la morte di tante donne.

Secondo stime del governo su 100.000 donne, 185 perdono la vita per conseguenze legate al parto o alla gravidanza. I dati più recenti delle Nazioni Unite, invece, parlano di un numero più elevato di vittime: 240 su 100.000 donne. A morire sono soprattutto le donne native e povere che vivono in aree rurali . La maggior parte di queste morti potrebbe essere evitata attraverso cure mediche accessibili e di qualità
 

Pubblicato il 18/02/2011
da Samanta

 

Amnesty International e Save the Children hanno prodotto questo videoclip coinvolgendo artisti molto noti in Burkina Faso per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema della mortalità materna .

In Burkina Faso, 2000 donne muoiono ogni anno per complicanze legate alla  gravidanza o al parto e molte di queste morti potrebbero essere evitate.

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Pubblicato il 20/12/2010
da Virginia

Dal Brasile alla Sierra Leone, dalla Slovacchia al Messico fino alla Nigeria: sono tante le persone che possono oggi sentirsi più sicure perché l’impegno di tutti noi ha permesso di porre fine alle violazioni dei diritti umani che subivano o a cui erano esposte.

Le tue firme, i tuoi messaggi, il tuo sostegno al nostro lavoro hanno reso questo 2010 un anno importante. La campagna “Io pretendo dignità” ha registrato importanti risultati, che vogliamo condividere con voi.

Ecco le buone notizie. Buona lettura e ci rivediamo il 3 gennaio.

Pubblicato il 20/12/2010
da Virginia

Dal Brasile alla Sierra Leone, dalla Slovacchia al Messico fino alla Nigeria: sono tante le persone che possono oggi sentirsi più sicure grazie all’impegno di tutti noi, che ha permesso di porre fine alle violazioni dei diritti umani che subivano o a cui erano esposte.

Le tue firme, i tuoi messaggi, il tuo sostegno al nostro lavoro hanno reso questo 2010 un anno importante. La campagna “Io pretendo dignità” ha registrato importanti risultati, che vogliamo condividere con voi.

Ecco le buone notizie. Buona lettura e ci rivediamo il 3 gennaio.

Pubblicato il 10/12/2010
da Virginia

Ogni individuo ha diritto a un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione al vestiario, all’abitazione,
alle cure mediche e ai servizi sociali necessari
..”

Oggi 10 dicembre, 62° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani , vogliamo aprire questo post con le parole sancite dall’articolo 25, che riconosce il diritto alla salute . Garantire questo diritto fondamentale significa anche che una donna incinta non deve morire perché non può pagarsi le cure mediche, come Adama Turay in Sierra Leone, o morire perché non ha ricevuto adeguata assistenza prenatale nonostante viva in un paese molto ricco, come nel caso di Tameka morta nel suo appartamento a New York. Una donna non deve perdere il suo bambino perché nell’ambulatorio in cui è andata non parlano la sua lingua, tra l’altro molto diffusa come nel caso di Criselda. Una bambina o una ragazza non deve subire mutilazioni dei genitali femminili che potrebbero causarle complicazioni durante il parto.

Tutelare il diritto alla salute significa anche porre fine alla mortalità materna.